Diritto alla cura. L’importanza del territorio tra nuove fragilità e nuovi bisogni

Locandina il diritto alla cura
La nostra partecipazione all’invito che ci è stato fatto per il dibattito del 27 Agosto 2025, sul tema “Diritto alla cura. L’importanza del territorio tra nuove fragilità e nuovi bisogni”



Di seguito le risposte alle domande emerse durante il dibatito.


1.I cambiamenti demografici impongono di pensare a un nuovo welfare, che sappia da un lato costruire nuovi percorsi di cura, dall'altro promuovere invecchiamento attivo. Quale è il Vs punto di vista e la vs idea per una nuova economia della longevità?


Domanda complicata, racchiude tanti aspetti, ed argomenti, che vanno approfonditi, ma proviamo a fare una sintesi.


È certo che occorre ripensare ad un nuovo welfare, ed anche alla così detta economia della longevità, perché la crescita della popolazione over 65 che già oggi è il 25% trasformerà la società dalla salute, all’economia, ed anche in prospettiva sugli investimenti.


Si prevede che entro il 2040 la popolazione over sarà responsabile della metà del PIL; quindi, occorre ripensare a nuovi percorsi di cura, adeguare quelli attuali alle nuove esigenze demografiche.


Quindi diventa automatico il percorso dell’invecchiamento attivo, che l’OMS definisce un processo naturale che mira ad ottimizzare le opportunità, di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone anziane, ma sottolinea, è come invecchiamo che fa la differenza.


Occorre la modifica dei comportamenti, prima basati sui tre capisaldi, studio, lavoro, pensione; dovranno prevedere una fase nuova che comprende beni e servizi legati alla salute, assistenza, cultura, tempo libero, alimentazione, educazione, domotica, scuola ed università per la formazione di nuove figure assistenziali.
Massima attenzione alla partecipazione sociale, in autonomia, e per la promozione della salute, e la politica con le istituzioni/associazioni, devono incentivare il non più giovane, a prendersi cura di sé per un invecchiamento in salute.


Nasce quindi una nuova sfida socioeconomica della longevità, esiste ancora una disparità tra durata della vita e la durata della salute, questo gap va ridotto, ma nello stesso tempo vanno anche rimodulati gli investimenti e le condizioni del lavoro, che le imprese dovranno fare nel futuro prossimo, perché l’età pensionabile, che inevitabilmente si sposterà sempre più avanti, genera lavoratori ai quali andranno garantiti supporti adeguati, ma certamente diversi.


Mi permetto, per concludere, di citare Papa Francesco ed il presidente Mattarella, il primo affermava che gli anziani sono le radici degli alberi ed i giovani i fiori ed i frutti, ma se non ricevono il succo dalle radici non potranno mai germogliare e fiorire, fate che i bambini parlino con i nonni, l’esperienza serve alla loro crescita.


Il Presidente ha dichiarato che agli anziani va garantita una vita dignitosa, e che il loro valore è un patrimonio da consegnare ai giovani.


2. Una società in salute è quella che lavora ogni giorno per costruire coesione sociale e promuovere una cultura della cura, come patrimonio della comunità per contrastare fragilità e solitudini. Quali sono i Vs progetti in merito e quali le priorità a cui la politica deve dare delle risposte?


Il Cupla, purtroppo, non ha una struttura adeguata, ce ne rammarichiamo, ma cerca di essere presente nelle varie occasioni, in cui si parla di over 65, cercando di proporre, argomenti, iniziative, in coerenza con le problematiche della terza età.


Sappiamo che l’art. 32 della nostra costituzione sancisce il diritto alla cura,abbiamo vissuto il periodo complicato del Covid, stiamo affrontando, in parte, le disfunzioni da esso derivate, in particolare sulle nuove fragilità sociali, forse esistevano anche prima.


Dobbiamo affrontare una serie di fragilità, nella vulnerabilità dell’invecchiamento, le difficoltà sociali, come l’isolamento, la solitudine, le dipendenze, il disagio giovanile, le disuguaglianze economiche, emotive e psicologiche, integrazione, discriminazione di genere ecc.


Abbiamo proposto la nostra “Carta per i diritti delle persone anziane ed i doveri della comunità” contiene molti argomenti, ci sono i diritti, ma anche i doveri.


Con Mons. Paglia, abbiamo presentato la legge 33/23 in un convegno specifico a Febbraio 2024, e legandoci proprio a questa legge, che naviga lenta nei meandri della politica, mi permetto di evidenziare, alla politica, in particolare quella del territorio, alcuni progetti per i quali chiediamo attenzione, ma anche decisioni operative:
CAREGIVER, COHAOUSING, in particolare il progetto con Unimore, CASE DELLA COMUNITA’, DISTRIBUZIONE FARMACI, ma ricordiamo con forza, occorre che la politica e le istituzioni agiscano, ascoltando prima di decidere, gli utilizzatori dei servizi, qualche volta la praticità aiuta la teoria.


Per chiudere, la politica del territorio, si muova dove possibile in autonomia, e non abbia paura di camminare con le proprie gambe, di modificare l’esistente se serve a ridurre i tempi per erogare servizi più adeguati, ma non buttiamo quanto di buono è stato fatto.