Categoria: In Evidenza

Festa dei nonni

Festa dei Nonni

In Evidenza

Presente e futuro 0-99

 

Sabato 02 ottobre 2021 ore 15.00

 

Centro Loris Malaguzzi, V.le Ramazzini 72/A, Reggio Emilia
 

 

NONNI DI OGGI - NIPOTI IERI

NIPOTI DI OGGI - NONNI DOMANI

 
 

 

PROGRAMMA:

Presenta: Stefania Bondavalli


STORIA DEI NONNI E NIPOTI NELLA NOSTRA CITTÀ  

 

ATELIER DEL GUSTO

 

ANIMAZIONI VARIE

 

APERITIVO FINALE


E’ richiesta la prenotazione obbligatoria info:

Presso le associazioni aderenti al Cupla

Cupla tel. 0522 3561 mail: info@cupla.re.it

Fondazione Reggio Children tel. 0522-452461 mail: events@frchildren.org

Oppure scaricando e compilando il modulo sottostante 

 

In collaborazione con

 

Fondazione Reggio ChildrenAtelier dei Sapori

 

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Cultura

Corso di teatro OVER 65

CulturaIn EvidenzaTempo Libero

Corso di Teatro dedicato agli over 65

 

Un occasione per raccontarsi, per conoscersi e conoscere, per non smettere di imparare e per l’invecchiamento attivo.

 

Etoile Centro Teatrale Europeo presenta:

il CORSO DI TEATRO dedicato agli OVER 65 il giorno 22 Luglio alle ore 18:00
presso la loro sede “Borgo Delle Querce”,
in via F.lli Cervi, 103 - 42124 Reggio Emilia.

 
Il corso di Teatro dedicato a donne e uomini over 65 è un’occasione per reinventarsi, in modo giocoso e dinamico. Un luogo dove poter raccontare la propria storia e contemporaneamente poterne inventare di nuove.

Etoile, centro teatrale europeo
Etoile Centro Teatrale Europeo Associazione di promozione sociale e associazione culturale no profit  è affiliata alla Federazione Italiana Teatro Amatori che lavora da 20 anni nel territorio Emiliano e vanta importanti collaborazioni sia a livello nazionale che internazionale.

 

Il corso è aperto a chiunque, con e senza esperienza teatrale e vuole essere un viaggio fatto di scoperte e meraviglia, dove daremo voce e corpo a storie reali e immaginarie.
La prima parte del corso sarà incentrata su quella che viene chiamata “La Palestra dell’Attore” dove cercheremo di allenare il corpo, voce, cuore e cervello alla pratica teatrale.
Nella seconda parte del corso creeremo in modo condiviso uno spettacolo che avrà come sua fondamentale caratteristica l’identità e le specificità dei partecipanti.

 

 

Argomenti trattati nel corso:

 

  • Studio del Movimento Espressivo.
  • Esercizi sull'Ascolto attivo, l’attenzione, la reattività.
  •  Improvvisazione.
  • Lavoro creativo con l’oggetto.
  • Studio e ideazione del personaggio teatrale.
  • Scrittura, studio e interpretazione di un testo
  • Creazione e montaggio di uno spettacolo.
 

Il corso ha la durata di 60 ore, (da ottobre a maggio) si svolge al mercoledì pomeriggio dalle ore 18:00 alle ore 19:30
E’ rivolto a donne e uomini over 65, con e senza esperienza teatrale.

Per info: E-mail - info@centroetoile.eu - info@cupla.re.it oppure Tel: 333-9055604 - 0522-3561
Scarica l'invito all'aperitivo di presentazione
Patto di contrasto alle nuove povertà

Dalla pandemia al nuovo welfare: a Reggio Emilia “Patto di contrasto alle nuove povertà”

In Evidenza

UN PROGETTO PER LA CITTA' DI REGGIO EMILIA


Anche il CUPLA ha aderito al "Patto di contrasto alle nuove povertà", proposta operativa di Reggio Emilia per rispondere alla povertà, in particolare alle fragilità che sono conseguenza economica e sociale della pandemia, ma anche di una più ampia riconfigurazione del quadro occupazionale, produttivo, tecnologico ed ambientale.

 

Promosso dall’Amministrazione comunale, è stato definito e sottoscritto il Patto di contrasto alle nuove povertà, in linea con il Patto per il lavoro e per il clima, definito nei mesi scorsi dalla Regione Emilia-Romagna, e con l’Agenda 2030.

25 soggetti hanno già aderito al patto

 

 Con il Comune di Reggio Emilia, ad oggi hanno sottoscritto il Patto di contrasto alle nuove povertà 25 soggetti tra associazioni datoriali e sindacali, Terzo settore, enti di formazione e fondazioni quali: Forum Terzo Settore, Cgil, Cisl Emilia centrale, Cupla, Uil, Cna Reggio Emilia, Coldiretti Reggio Emilia, Confagricoltura Reggio Emilia, Cia–Agricoltori Italiani, Confapi Emilia, Confcommercio, Concooperative Reggio Emilia, Confesercenti Reggio Emilia, Lapam, Legacoop Emilia Ovest, Unindustria Reggio Emilia, Ciofs–Fp Emilia-Romagna, Csl La Cremeria, Demetra Formazione, Fondazione Enaip, Fondazione Simonini, Ial Emilia-Romagna, Ifoa, Irecoop Emilia-Romagna, Aidp Emilia-Romagna.  

Il Patto è aperto ad altre adesioni. “Questo Patto ci connota in maniera evidente: nel metodo di lavoro, nella governace condivisa, nel progettare insieme, ma anche nell’alto livello di collaborazione e integrazione fra il Welfare pubblico - che a Reggio Emilia è radicato e diffuso ben più che in altre parti del Paese, dove invece si tende a destrutturare - privato sociale e Terzo settore, mondo economico, sindacale e della formazione. Un modo di essere e lavorare distintivo di Reggio Emilia, che può farci trovare preparati, sia nell’affrontare la crisi, di cui vedremo conseguenze probabilmente ancora maggiori nei prossimi mesi, sia nel costruire, o ricostruire, un sistema città che dia risposte innovative in tema di lavoro, economica e protezione sociale, tali da accrescere l’inclusione e aggredire le povertà”, ha detto il sindaco Luca Vecchi presentando il Patto alla stampa, stamani al Tecnopolo.

 

Non possiamo perdere di vista la povertà, le nuove povertà

 

“La nostra città – ha aggiunto il sindaco – vanta una qualità alta della vita; la sua attrattività economica e innovativa è testimoniata anche di recente dall’insediamento del nuovo centro di progettazione e produzione di auto elettriche; è forte e convinto il suo impegno per i diritti della persona. Non possiamo perdere di vista la povertà, le nuove povertà. Attraverso la sola l’erogazione dei buoni pasto per la pandemia, oltre 7.000, abbiamo intercettato 6.000 nuclei familiari in forte difficoltà, che prima non erano conosciuti, perché prima non c’erano. Servono nuova capacità di analisi, di lettura di una realtà che sta cambiando velocemente, che è già cambiata. Il Patto, che riunisce le nostre forze e competenze, vuole essere dapprima un impegno e una carta importante per approfondire questa dinamica e poi, di conseguenza, un metodo di lavoro chiamato a dare risposte e in grado di dare risposte. Innovazione e competitività a Reggio Emilia camminano insieme al welfare".

 

“L’Amministrazione comunale ha potenziato in maniera significativa, attraverso il Bilancio 2021, il quadro complessivo delle risorse a sostegno del reddito delle famiglie - ha detto l’assessore a Welfare e Bilancio, Daniele Marchi – Mi riferisco ad esempio ai 16,3 milioni di euro per Sanità e Welfare, con il 2,4% in più rispetto al 2020; ai 1,74 milioni di euro (più 76,2%) per il Fondo povertà; ai 21,5 milioni di euro per il Fondo non autosufficienza. Un impegno cospicuo, a fronte dei nuclei beneficiari di contributi per condizione di povertà che ammontano a 850 unità nella sola nostra città. Queste misure, pur necessarie e importanti, non possono bastare. Dobbiamo prendere atto di una accresciuta vulnerabilità del tessuto sociale, e non si tratta della sola necessità materiale.

 

“Penso – ha aggiunto Marchi - al divario tecnologico che si riflette sul lavoro e quindi sulla sussistenza, all’allargamento della forbice fra generazioni quando si tratta di lavori tradizionali e nuovi lavori; penso all’evoluzione del sistema produttivo, che potrà creare sacche di esclusione per inoccupabilità e quindi la necessità di nuova formazione, di reinventarsi nel lavoro.

Penso al disagio giovanile di generazioni che non scelgono se lavorare, studiare o formarsi professionalmente; al lavoro di cura nelle famiglie, alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro. L’uscita dalla crisi e la mutazione in corso non assicurano esiti stabilmente positivi in questi campi, anzi tendono a generare divisione sociale in due macro aree: inclusi e quindi garantiti da una parte, vulnerabili dall’altra.

 

“Ecco, partendo da un primo plafond di azioni e risorse pubbliche di 4,5 milioni di euro – ha concluso l’assessore Marchi - il Patto attiva i propri aderenti nella ricerca di vie d’uscita, con progetti nuovi, sostenibili e inclusivi, che richiudano quella forbice della disuguaglianza e superino la povertà che la disuguaglianza di opportunità porta con sé. L’adesione al Patto è confortante, segno di una coscienza chiara dei problemi, così come la ricettività e l’interesse della Regione Emilia-Romagna, che ha formalizzato il Patto per il lavoro e per il clima, a cui il nostro Patto locale è connesso. Il Pnrr nazionale, fatto del tutto rilevante, prevede ingenti risorse per la Missione ripresa e resilienza, una mission che coincide con quella del nostro Patto. Sono buoni punti di partenza, ora mettiamoci al lavoro per predisporre le risposte che la comunità attende”.

Reggio Emilia - patto di contrasto alle nuove povertà

 

Di seguito il libro che illustra il patto di contrasto alle nuove povertà.

Sarica il patto per le nuove povertà

 

La Pandemia ci ha rubato un anno della nostra età

L’ETÀ RUBATA

In Evidenza

Pensiamo, e ci auguriamo, che il 2020, l’anno della Pandemia, resti solo un ricordo da non dimenticare, e che i primi mesi del 2021 siano come l’ultimo tornante di una grande salita e, dopo, la strada si spiani per poterci permettere di respirare.

 

Quello trascorso è un sospeso tra passato e futuro, per questo abbiamo chiamato tale riflessione “L’ETÀ RUBATA”, a noi anziani certo, ma anche a tutte le altre generazioni, nessuno escluso, la Pandemia ci ha rubato un anno della nostra età.

Dopo che nelle scorse settimane, con molto rammarico, abbiamo assistito a spettacoli della politica poco edificanti, ora, però, il Parlamento ha dato la fiducia al nuovo Governo e speriamo sia arrivato il tempo del lavoro, dei provvedimenti indispensabili al nostro vivere comune, con il contributo positivo di tutti.

 

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo discorso al Parlamento ha indicato che conta la qualità delle decisioni, il coraggio delle visioni, non contano i giorni di permanenza, ed il tempo del potere può essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo.

Bene, non abbiamo bisogno di sprecare ancora tempo, ma dobbiamo avere la coesione, la forza morale, l’impegno, l’umiltà, di dedicarci alla ricostruzione del nostro paese, ed ognuno rinunci a qualcosa per il bene comune.

 

Eravamo convinti prima, ed i fatti sono a dimostrarlo, che tutta la politica, senza grossi distinguo, ha accettato le proposte ed il cammino indicati dal Presidente Draghi:  cammino del quale con piacere prendiamo atto, e che si deve manifestare con una collaborazione costruttiva, cercando di evitare contrapposizioni radicali.

 

Abbiamo bisogno di un paese capace di accettare culture diverse, colore, carattere e condizione sociale, ma che deve essere pragmatico e veloce nel programmare tutto quanto necessario per uscire in modo definitivo da questo periodo molto buio e preoccupante.

 

Tutti, nessuno escluso, hanno sofferto e soffrono ancora, ma ci auguriamo che il periodo dell’età rubata, finisca presto, con indicazioni che devono essere proiettate  al futuro e non solo per l’oggi.

 

E’ necessario sviluppare i progetti, fare pochi tavoli di confronto finalizzati sul fare che il nuovo Presidente del Consiglio ha indicato come comportamento ai componenti del Governo e a tutti i livelli.

Speriamo diventi una delle priorità, nel programma del Presidente Draghi, un tema che ci sta molto a cuore “IL RIDIMENSIONAMENTO DELLA BUROCRAZIA”; il nostro è un paese che necessita urgentemente di un profondo rinnovamento e di provvedimenti che veramente comincino a ridurre le lungaggini che essa determina.

Ma è anche giunto il momento, di evidenziare i temi, le loro criticità, che nel tessuto sociale della nostra provincia, hanno bisogno di analisi, di risposte urgenti e di programmi.

 

E’ nostro dovere vaccinarci al più presto per la responsabilità che abbiamo di proteggerci e proteggere gli altri, quindi diciamo “SI” senza esitazione alla vaccinazione per tutti indistintamente.

Il CUPLA è pronto e disponibile

ad incontrare i nostri interlocutori istituzionali su alcuni temi che riteniamo rilevanti in questa fase, senza escluderne altri:

  • Centri sociali, occorre riaprirli, certo in sicurezza, ma occorre ridare socialità, in particolare alle persone sole.

  • RSA, Case di Riposo, ecc.., c’è bisogno di rivedere la loro funzionalità, rimodularle con nuovi criteri, sia le esistenti, sia i progetti in corso d’opera.

  • Medicina di base, è necessario rivedere la logistica, la presenza, come fare l’assistenza di primo approccio, per evitare gli ingorghi dei pronto soccorso.

  • Infermiere di comunità, indispensabile nel contesto della Provincia, nelle zone più disagiate, ma sul progetto occorre la continuità, per il dopo Covid in primis.

  • Ambiente, è richiesto l’impegno di tutti per il clima ecc..; è in corso un progetto per rendere più green la ns città, LIFECITYADAP3, vorremmo essere partecipi, la nostra generazione è quella che più vive il contesto urbano della città e dei paesi.

Luigi Davoli
Presidente

 Giuliano Parmiggiani
 Coordinatore

 

Covid: resilienza dei cittadini

La Resilienza dei cittadini messa a dura prova

In Evidenza

Resilienza, diventato ultimamente di uso comune, rubato alla meccanica, in quanto, è la prova che determina l’energia necessaria per rompere in un sol colpo il provino di un materiale in esame, (Charpy).

 

Si inneggia alla Resilienza, in modo generico, forse conoscendo, o cercando scusanti per evitare che quel punto di rottura, già presente nella società, dopo un anno di Covid, si possa ancora tamponare in modo sporadico, senza una programmazione, che prenda atto dello stato dell’arte, non più modificabile, ed in tanti settori della nostra società, la rottura è già avvenuta, o è molto vicina.

Ma in questi giorni, purtroppo, la nostra politica ha messo a dura prova la Resilienza di noi cittadini, ricorrendo ad antichi giochini di palazzo, che speravamo sopiti dalla Pandemia, ma che ritornano prepotentemente alla ribalta, erano probabilmente solo mimetizzati.

 

E’come un conto alla rovescia, che quando finisce occorre pigiare un bottone e fare partire qualcosa, bene con l’inizio 2021, ci pareva finito quel conto, pensavamo di pigiare il bottone per fare ripartire/partire una nuova stagione di provvedimenti su larga scala indispensabili al Ns paese, per essere ricostruito, dalla scuola, alla sanità, al lavoro, alle infrastrutture, ecc…

 

Hanno invece pigiato il bottone, per bloccare il lancio, assistiamo ai “reality show” delle dichiarazioni, dove ognuno incolpa l’altro, ed onestamente non si capisce, se questo gioco, fatto sulla pelle dei cittadini, è preparato, voluto, fatto nel preciso momento, dove una piccola luce inizia a vedersi in fondo al tunnel, e si deve ritornare a parlare in prospettiva, della vita e del vivere in “Comunità” in senso lato.

 

I cittadini, che giustamente ritengono, che tutti i provvedimenti presi a tamponare, debbono necessariamente essere sostituiti da quelli di programma a medio e lungo termine, è probabile, non è auspicabile, che arrivino a metabolizzare il colpo finale del punto di rottura, e che la Resilienza abbia termine, e dopo, quali saranno gli scenari che si apriranno???.

 

Vorremmo prendere ad esempio la campagna vaccinale, partita il 27 Dicembre, e giornalmente già si scatenano polemiche sui mezzi di comunicazione su presunti o reali ritardi, ma se il vero “V-Day” viene oggi indicato per fine Settembre, dove speriamo sarà raggiunto un numero di vaccini tale da ridurre in modo drastico le persone contagiate, credo che questo dovrà essere il giorno del ritorno ad una normalità accettabile, auspicata da tutti i cittadini.

 

Quindi, da quel “V-day” dovranno essere pronti, programmati, tutti i provvedimenti, le strutture, indispensabili per la ripresa del paese, è il punto della ripartenza, non di arrivo.

Ora con quali prospettive, come comuni cittadini, dobbiamo vedere se quel giorno ci sarà veramente, rifacciamo un nuovo conto alla rovescia, e poi vedremo come si presenterà il bottone da spingere ???.

 

Avremo, o meglio, la politica, sarà capace di strutturare i vari settori del paese per essere pronti al ritorno di una vita quasi normale, e potere ripensare, utilizzando tutte le risorse disponibili, ad una ripresa sociale ed economica???

 

Abbiamo notato, in tanti anni, che la Resilienza della politica è superiore al punto di rottura meccanico che la parola indica, e che nelle sue tante capacità di sopravvivenza riesce sempre ad evitarlo, ma attenzione anche il metallo si usura, e prima o poi si rompe.

 

Le parole di Papa Francesco, “Nessuno si salva da solo” devono essere monito e capacità di capire, già ribadito in passato, che è il cittadino che indica chi deve sedersi al tavolo politico che conta, non il politico, quindi da quel tavolo, chi ci rappresenta, deve lavorare, nel giusto rispetto delle diversità di opinione, ma con un solo obiettivo, “Il bene Comune”.

 

Ci sarebbe molto gradito, proprio in virtù di quanto espresso prima, vedere la “dignità della politica” esprimere senza urla, commenti da bar, le proprie idee e confrontarsi sui programmi, dare ogni tanto l’esempio, che la scelta dei cittadini, non si è persa nel vuoto, e serve per costruire, meglio ricostruire.

 

Ci auguriamo, la veloce conclusione, con il senso di responsabilità indispensabile, della crisi politica in corso, per non buttare, e vanificare i sacrifici fatti con coesione sociale dai cittadini in questo anno di pandemia.

 

Crediamo, al riguardo, e forse ne è una conferma, il discorso del Presidente Biden, nel giorno del Suo insediamento, ha toccato molti dei temi che da parte nostra, senza pretendere di competere, abbiamo cercato di esporre nelle nostre riflessioni.

 

La resilienza, ha un punto di rottura, non dimentichiamolo, non resiste all’infinito, speriamo di essere ascoltati.

 

Luigi Davoli
Presidente

Giuliano Parmiggiani
Coordinatore

2021 - l'anno che verrà

L’ANNO CHE VERRA’

In EvidenzaNews

2021, riflessione del CUPLA sull'"anno che verrà"

 

Ci eravamo lasciati a Dicembre 2020, con una riflessione sulla parola “Comunità” ci ritroviamo ad inizio 2021 con un’altra riflessione, forse più enigmatica e preoccupante, di come si presenta il 2021.

 

E’ una riflessione che si basa su alcuni fondamentali principi, perché la nostra generazione, ha vissuto altre situazioni tragiche, dal primo dopoguerra con la ricostruzione del nostro paese, comprese altre pandemie ed alcune crisi economiche e sociali, non di poco conto.

Nel 2020 è arrivato il “Covid” che ha profondamente modificato il nostro modo di vivere, sul lavoro, sul sociale, sotto tutti gli aspetti, con una previsione ad oggi molto nebulosa.

 

Non siamo capaci, almeno noi, di vedere in modo chiaro una fine, o almeno un’idea di programmazione generale, che sia una linea guida, partendo dallo stato di fatto, oramai consolidato nel corso del 2020.

 

Ci preoccupa molto questa situazione di incertezza, viviamo giornalmente di provvedimenti estemporanei, discutiamo sulla volontarietà futura del vaccinarsi, quando ancora siamo agli inizi del programma, con idee alquanto confuse, e crediamo che la capacità dei singoli riesca culturalmente a capire che il non vaccinarsi, è una vittoria di Pirro per se stessi, ma un grande errore verso la “Comunità” di cui facciamo parte, verso la quale, certamente rivendichiamo dei diritti, ma abbiamo anche dei doveri.


Questo atteggiamento, crediamo sia la logica conseguenza della poca cultura di civiltà e del vivere comune che la nostra scuola per almeno due generazioni, si è un po’ dimenticata di insegnare, e qui la politica, qualche mea culpa lo deve fare.

Nel vivere comune, non deve esistere uno sconfitto o un vincitore, ma tutti debbono partecipare alla soluzione del problema nel modo migliore, e questa pandemia, non è uno scherzo, lo abbiamo toccato con mano, brucia ancora.

Perciò rinnoviamo il nostro appello alla politica, che nel rispetto delle indicazioni scientifiche, provveda in tempi brevissimi, a mettere in atto sinergie comuni, indicazioni programmatiche, comportamentali, sul medio e lungo periodo che tolgano l’incertezza che oggi viviamo.

Certamente, non è compito facile, ed a maggior ragione, si deve avere il coraggio, lo abbiamo detto anche in altre occasioni, di prendere anche iniziative/provvedimenti impopolari se servono a rimediare alla situazione del momento ma devono essere rivolti in prospettiva per un domani migliore.

Ci permettiamo di ricordare, che non si tornerà come prima, che il sistema lavorativo e sociale, subirà cambiamenti epocali, ci saranno trasformazioni, alcune già in atto, che cambieranno il sistema di vita al quale eravamo abituati prima del 2020.

Ci sarà, sotto un certo aspetto, un ritorno al passato, con l’esigenza di più socialità in senso lato, non di facciata, dove si dovranno ritrovare modi di convivenza, di servizi diversi, di lavoro, che forse avevamo dimenticato.

In particolare tra i giovani, dove l’aggregazione ridiventerà un modo d’incontro culturale, e non di sporadiche ed occasionali modalità di ritrovarsi nel cercare di dimenticare i propri doveri del vivere comune.

Ecco, la cultura, parola che racchiude tutto, la scuola dalla prima infanzia in avanti, la famiglia, il sociale, e la politica, che in primis deve avere ed essere preparata culturalmente, per dare a propri cittadini delle regole, farle rispettare, dare i servizi che servono per tutte le stagioni di età, finirla con provvedimenti per il consenso del momento, non serve più, lo ribadiamo di nuovo.

Nella speranza di trovare ascolto, nelle varie istituzioni, ed essere partecipi, come abbiamo già ribadito, in un tavolo comune in grado di ascoltare, di programmare e di provvedere con decisioni rapide, veloci e consoni alla problematiche in primis della Ns categoria, ma certamente collegate alla vita sociale comune in senso lato.

 

Nell’occasione, a tutti un Buon inizio anno 2021.

Luigi Davoli

Presidente

Giuliano Parmiggiani

Coordinatore

Il Resto del Carlino

 
Domenica 10 gennaio 2021
 
IL RESTO DEL CARLINO
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Gazzetta di Reggio

 
Domenica 10 gennaio 2021
 
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Case di riposo - Comunità

Riflessione del Cupla sul senso della parola “COMUNITA”

In Evidenza

Siamo soli e ora paghiamo il conto

 

Abbiamo fatto, come Cupla, in questi giorni una riflessione, sulla parola “Comunità” che ci pare stia diventando il nuovo, per affrontare gli stessi argomenti, e questo mi preoccupa, perché non vorrei che per spiegare cosa si intende con questo termine, si teorizzi, di nuovo, sui temi, sulle problematiche e sulle necessità che già esistono e che fanno parte del nostro quotidiano.

Quindi, non perdiamo ancora tempo, su tavoli con discussioni teoriche, dimenticando che oggi dobbiamo essere pratici e capaci di soluzioni urgenti, la “Comunità” ne ha bisogno.

 

Nei primi mesi dell’anno, a seguito dell’appello del Vescovo in tanti si sono detti interessati a “Reggio Futura” compresi noi, ma ad oggi quel tavolo è ancora lontano, si sono un po’ perse le tracce.

 

La Comunità, credo, sia sempre esistita, lo è il nostro pianeta Terra, a cascata lo sono le Confederazioni degli Stati, i singoli Stati, le Regioni, le Provincie, i Comuni, i Quartieri, i Condomini, le Famiglie; ed ogni singolo individuo, che a salire, è parte integrante di tutte queste comunità.

Ma, nostra opinione, noi singoli, abbiamo perso il senso di Comunità, credendo che l’arrangiarsi singolarmente abbia sempre portato i risultati migliori, come aspettativa lavorativa, sanitaria, sociale, ed ognuno si è convinto di potere risolvere da solo ogni problema.

La politica in primis, su questo è stata trainante, ha ricercato coi provvedimenti il consenso del momento, lasciando tanti problemi irrisolti a chi veniva dopo, poche volte abbiamo assistito a programmazioni degne di questo nome e portate a termine.

 

In questo anno, complice il Covid-19, ci siamo accorti che quella “Comunità”, nella quale ci siamo districati per il singolo risultato, oggi presenta il conto, e ci trova impreparati, siamo soli, come abbiamo scelto di essere, e quindi senza guida.

Siamo impreparati a livello sociale, sanitario, culturale, scolastico, dove salvo qualche accorgimento locale, si riflette sul nostro quotidiano, ci sentiamo spaesati, veniamo ogni giorno informati su tanti provvedimenti, certo necessari, ma a volte contraddittori, tutti destinati alla soluzione del bisogno momentaneo.

 

Possiamo quindi, non più identificare la necessità di cambiamento come “Reggio Futura” e chiamiamola se vogliamo anche “Comunità Futura” ma è il momento di passare all’azione.

 

Il coordinamento del Cupla, come tutte le altre associazioni è parte della “Comunita” e chiediamo alle istituzioni di essere ascoltati, non in ordine sparso come spesso avviene, ma in un unico tavolo, dove ognuno porti il proprio contributo, e le istituzioni pensino al riassunto ed alle decisioni concrete e possibili, finalizzati ad una programmazione effettiva e certa nei tempi, meno burocrazia, più concretezza e celerità.

 

Luigi Davoli                                                                                     Giuliano Parmiggiani

Presidente                                                                                              Coordinatore

Prima pagina - Resto del Carlino

Rassegna stampa

 

Mercoledì 9 dicembre,

eravamo sul Resto del Carlino di Reggio

 

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— CUPLA – INSIEME PER IL FUTURO —

In Evidenza

 Mi auguro e spero, che queste riflessioni possano contribuire alla revisione dell’ultimo DPCM del 26 Ottobre u.s., che riteniamo sia stato un po’affrettato, con interventi sporadici, ed a mio parere non lo giudico un piano che guarda anche al futuro, ma un altro tampone per l’emergenza.


Ricordiamoci che sono in gioco il presente ed il futuro del nostro paese.


Se l’inizio della pandemia, ha colto tutti di sorpresa, ed i provvedimenti d’urgenza presi sono stati condivisi ed applicati, l’ultimo DPCM decreta, che quanto è stato fatto, incentivando ed obbligando le tante attività ad investire per uniformarsi alle regole, giustamente date, ora a quelle categorie viene ordinato la chiusura, vedi palestre, ristoranti, cinema, teatri, ecc… escludendo i ritrovi come chiese, musei, ecc..


In questo decreto che impone la chiusura totale o parziale di circa 400.000 imprese, ora si pensa ad un nuovo decreto per erogare compensazioni alle categorie interessate, ma non si poteva inserirle nello stesso momento, forse si evitavano anche alcuni dissensi e manifestazioni, ci sembra il continuo ricorso a tamponare e mai a prevedere.

 

Nei mesi dopo la fine del primo lockdown, abbiamo forse dimenticato che si dovevano trovare come Governo, Regioni, Province, Comuni, le soluzioni per il trasporto pubblico, da tanti giudicato come la maggior fonte dei contagi, programmando in modo diverso anche gli orari delle varie attività correlate.

 

Certamente, occorre essere affiancati da esperti, nessuno nasce imparato, ma questi devono essere veri e non sedicenti.

 

Le esigenze di una corretta prevenzione richiede di lasciare invariati i luoghi in cui si può stare in sicurezza e già predisposti come Cinema, teatri ecc. non di chiuderli ulteriormente.


In un nostro articolo pubblicato, il 05 Settembre, ed anche con precedenti, non abbiamo lesinato l’invito alle istituzioni a fare presto, concretizzare, agire, ora ci sentiamo di ripeterlo con più forza, sperando di essere ascoltati.

 

Queste riflessioni di carattere generale, trovano conferma anche dalle istituzioni del nostro territorio provinciale, mi pare di non avere sentito nessuna levata di scudi, o qualche presa di posizione dissenziente, ma come già indicato in precedenti comunicati si nota l’evidente comportamento di non assumere responsabilità.


Riteniamo che proprio il coordinamento del CUPLA, assieme alla comunità provinciale, abbia dimostrato nei momenti di necessità d’urgenza, una grande capacità di coesione, di partecipazione, e pronta al sacrificio.

 

Sacrificio che alla nostra fascia di età non ha lesinato dolori e lutti.

 

Occorre individuare e perseguire l’obiettivo primario di tutela della salute, la relativa tenuta del sistema sanitario, ma anche trovare un giusto equilibrio per la tenuta economica, sociale, educativa e culturale del paese.

 

Il paese deve ritornare a camminare, forse anche a correre, ma per questo credo si debba ipotizzare il coinvolgimento anche dei pensionati; quelli ancora in grado di poter dare il loro contributo nel tessuto socio economico e lavorativo, questo inserimento, o meglio reinserimento a nostro parere si può attuare, anche se dovrà essere limitato nel tempo.

 

Riteniamo, che di tante esperienze, anche in settori lavorativi, che credevamo non più indispensabili, o delocalizzati in altri paesi possono tornare di attualità, se saremo capaci di produrre il più possibile per le necessità interne, risparmieremo, dando occupazione e creando reddito.

 

Noi come Cupla, ricordando che rappresentiamo oltre 30.000 pensionati del lavoro autonomo nella Provincia, e penso coordinandoci anche con i pensionati dei lavoratori dipendenti, siamo pronti a prenderci le responsabilità di contribuire alle scelte, anche impopolari se necessario, ma chiare, semplici e veloci da attuare.

 

Abbiamo già ripetuto, che il grande problema del nostro sistema è la burocrazia, ma non credo in questi mesi di avere notato provvedimenti, indicazioni, misure ecc.. dedicate a questo annoso tallone d’Achille.

 

Mi chiedo e ci chiediamo, perché si continua con l’istituzione di comitati, di tavoli, ottimi nel progetto e nelle idee, e poi lasciati morire nel cassetto.

  

Se questa pandemia ci accompagnerà, speriamo di no, ancora per molto tempo, occorre decidere, non sperare che arrivi il vaccino, panacea di tutti i problemi, o speranza di avere passato il guado, non sarà così, perché dovremo affrontare per anni il peso economico dei costi che le generazioni attuali e future dovranno accollarsi.

 

Le guerre, lasciano segni, lutti, distruzioni, ma noi sappiamo che si è ricostruito un paese con l’operatività, la civiltà, la libertà, noi siamo pronti, ma è necessario che le istituzioni siano presenti, concrete, senza burocrazia, e rigorose nel fare rispettare le regole.


Disponibili, senza falsi scopi, a fare la nostra parte, ma pretendiamo che tutti facciano altrettanto, è indispensabile, ora, programmare con rigore e responsabilità.


A conclusione, è stato emanato il decreto per il ristoro alle categorie interessate, solo una piccola osservazione, i requisiti richiesti sono, se nel frattempo, non stati modificati principalmente: la perdita di fatturato del mese di Aprile 2020 rispetto ad Aprile 2019, ma in Aprile 2020 mi sbaglio o eravamo quasi tutti in lockdown.. con fatturati azzerati o quasi…


Forse, se prendendo anche esempio da altri paesi, non era sufficiente ad ogni partita IVA o categoria interessata dare un ristoro sul fatturato di Luglio o Settembre 2019, senza la necessità di presentare domande ecc…


Le ultime ore ci dicono che un nuovo DPCM è alle porte, con ulteriori restrizioni, probabilmente giuste, ma con una voce a nostro parere inaccettabile e fuori luogo, l’eventuale confino domiciliare per gli Over 70, speriamo e ci auguriamo che non sia inserita nei vari provvedimenti..  

 

Luigi Davoli

Presidente Cupla


 


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