La salute nella terza età – alimentazione – farmaci – movimento
SABATO 7 MARZO 2026
ORE 10.00
CANTINA ALBINEA CANALI
VIA TASSONI, 213 – REGGIO EMILIA
Prosegue la collaborazione con Federfarma con un nuovo appuntamento dedicato ai temi dell’invecchiamento attivo.
Sabato 7 marzo, si terrà l’incontro “La salute nella terza età – alimentazione, farmaci, movimento”, un’iniziativa informativa e di approfondimento aperta al pubblico.
INTERVERRANNO
Elena Carletti: Consigliera Regionale – Presidente Commissione VI
Simona Bodecchi: Dietista/Nutrizionista presso AUSL Reggio E.
Ivano Vacondio: Presidente Molini Industriali
Dott. Marco Ruini: Dir. di Anemos, Neurochirurgo
Dott. Marco Camorani: Farmacista
Dott. Giovanni Gelmini: Spec. in Geriatria e Gerontologia
COORDINA: CRISTIANA BONI
GIORNALISTA
Lavoro e Caregiving: quale conciliazione?
Venerdì 20 gennaio 2026,
dalle ore 09.00 alle 18:00
Dipartimento di Comunicazione ed Economia
Aula Magna “Pietro Manodori”
Palazzo Dossetti viale A. Allegri, 9 -
Reggio Emilia
Temi, prospettive, testimonianze
La discussione sulla tematica del riconoscimento dei Caregiver che CUPLA ha affrontato con una conferenza lo scorso anno si arricchisce quest'anno con una molto interessante giornata di confronto dal titolo "Lavoro e Caregiving: quale conciliazione?" che UNIMORE e CARER hanno organizzato per il 20 febbraio prossimo.
Gli assetti produttivi delle economie avanzate, oggigiorno, vanno legando sempre più la propria efficienza e vitalità all’azione di lavoratori cosiddetti “caregivers”. Il numero di coloro che risultano, allo stesso tempo, occupati e alle prese con compiti di cura a lungo termine a favore di persone care con disabilità o non autosufficienti cresce ad un ritmo inesorabile, al punto che la conciliazione tra esigenze professionali e istanze familiari è un imperativo ormai indifferibile.
La questione va assumendo proporzioni considerevoli. Nondimeno, la sua quantificazione, soprattutto nel nostro Paese, lungi dall’essere esaustivamente rappresentata, è affidata perlopiù a stime che, pur avendo il merito di stimolare incisive riflessioni, non posseggono ancora la capacità di promuovere quell’accuratezza che, nella sfera politica, potrebbe e dovrebbe tramutarsi in interventi autenticamente idonei.
La complessità della misurazione è solo uno dei tanti aspetti problematici del caregiving e numerosi, in verità, sono i versanti analitici lungo i quali si sviluppano gli sforzi pratico-speculativi di ricercatori, istituzioni e attori economici e sociali. Benché intricato, il groviglio di questi sforzi, tesi alla comprensione del fenomeno, può essere dipanato ed è proprio questo il fine principale che questo evento tenta di realizzare.
Se da una parte, infatti, viene proposta una sistematica illustrazione di alcune delle possibili prospettive adottabili, dall’altra, si pone enfasi sulle potenziali connessioni che, legando queste stesse prospettive in un ordito di coerenza, potrebbero alimentare consapevolezza, rigore e adeguatezza, non solo rispetto ai quadri teorici, ma anche e soprattutto rispetto alle prassi.
Il convegno vuole essere una piattaforma di confronto e di sinergico scambio tra mondo della ricerca, decisori politici, imprese e cittadini. Ciascuno di questi interlocutori, attraverso la condivisone di esperienze e idee, potrà, allo stesso tempo, assorbire consapevolezza e restituire testimonianze, sotto l’auspicio che l’iniziativa non si esaurisca nel tempo della sua esecuzione, ma che possa, al contrario, generare virtuosi stimoli all’azione subito dopo la sua conclusione.
Il caregiving è un tema che invade prepotentemente la nostra società. Una società che si trasforma, che invecchia, che ci vede spesso soli e disorientati, di fronte a mutamenti troppo rapidi e radicali. È quanto mai necessario ideare approcci cooperativi, che sappiano bilanciare gli interessi di profitto con l’etica, la preservazione degli equilibri economici con il rispetto per le persone, il tempo di lavoro con i diritti individuali, gli scopi di produttività con il legittimo desiderio di fornire assistenza a chi è in difficoltà.
Tutto ciò sarà tanto più facilmente realizzabile, quanto più faremo nostra una certezza: la cura deve essere compatibile con il futuro delle persone, delle aziende e delle nostre comunità.
CERVELLO IN MOVIMENTO – le foto dell’evento
24 GENNAIO 2026- PRESENTAZIONE RIVISTA ANEMOS CERVELLO IN MOVIMENTO
OLTRE 80 PERSONE:
CERVELLO IN MOVIMENTO
Sabato 24 gennaio 2026,
ore 10.00,
Centro sociale Buco magico,
via Martiri di Cervarolo, 47
Reggio Emilia
Presentazione e consegna del nuovo numero della rivista Anemos
SI INIZIA IL NUOVO ANNO, CON LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA DI ANEMOS: Cervello in movimento
FARMACIE, PAZIENTI, CAREGIVER E COMUNITÀ Quando “vicino” vuol dire “salute” – il report

21 NOVEMBRE 2025– ORE 10.00
Sala Consiglio Comunale- Castelnovo né Monti
Con il patrocinio del Comune di Castelnovo né Monti
SILENZIO: La dimensione mentale, sociale e spirituale-alcune immagini dell’evento
Sabato 25 ottobre 2025,
ore 10.00,
Centro sociale Buco magico,
via Martiri di Cervarolo, 47
Reggio Emilia
Con la partecipazione di oltre 50 persone è stata presentata il nuovo numero della rivista di neusroscienze ANEMOS “IL SILENZIO“.
FARMACIE, PAZIENTI, CAREGIVER E COMUNITÀ Quando “vicino” vuol dire “salute”

21 NOVEMBRE 2025– ORE 10.00
Sala Consiglio Comunale- Castelnovo né Monti
Con il patrocinio del Comune di Castelnovo né Monti
l Cupla reggiano, ricordando che per gli over 70, dopo l’alimentare, il medico di famiglia e la parrucchiera, il servizio più frequentato è la farmacia, ritiene indispensabile approfondire il confronto su queste tematiche insieme ai farmacisti. Prima di tutto, per far conoscere in modo sempre più chiaro alla comunità il ruolo di questo servizio, che ha due caratteristiche decisive, in particolare per le zone più distanti dalle città: la capillarità della presenza sul territorio e la competenza dei professionisti.
Un ulteriore nostro convincimento è, poi, quello che, nella riorganizzazione oggi non più rinviabile del Sistema Socio-Sanitario, debbano essere impegnate tutte le componenti pubbliche e private, con il coinvolgimento degli utilizzatori dei servizi e non solamente degli “addetti ai lavori”, se si vuole veramente sviluppare un’organizzazione sociosanitaria capillare e basata sulla prevenzione, e non concentrata solamente sul sistema ospedaliero.
Interverranno
- Prof. Emanuele Ferrari, Sindaco di Castelnovo Monti e Pres. Unione Montana
- Dott. Giorgio Zanni, Presidente Provincia di Reggio
- dott.ssa Cinzia Gentile, Direttrice sanitaria Asl Reggio Emilia
- Dott. Achille Gallina Toschi, Presidente Federfarma Emilia Romagna
- Dott.ssa Anna Baldini, Segretaria regionale CittadinanzAttiva
- Dott.ssa Loredana Ligabue, Segretaria di Carer APS Emilia Romagna
Introduzione ai lavori:
Coordina Luca Tondelli, giornalista
Per informazioni:
Federfarma – tel. 0522 302192 / 333 1333306 mail: federfarmare@gmail.com
Cupla– tel. 3356928850 - 3472681969 mail: info@cupla.re.it
SILENZIO: La dimensione mentale, sociale e spirituale
Sabato 25 ottobre 2025,
ore 10.00,
Centro sociale Buco magico,
via Martiri di Cervarolo, 47
Reggio Emilia
Presentazione e consegna del nuovo numero della rivista Anemos
Continuando in quella che è divenuta una collaborazione per noi stimolante e, speriamo, per voi interessante vi invitiamo alla presentazione del nuovo numero della Rivista Neuroscienze ANEMOS dal titolo SILENZIO: La dimensione mentale, sociale e spirituale.
per il CUPLA
Luigi Davoli / Giuliano Parmiggiani
Prenotazione da fare all’ingresso, sarà comunicato menù e prezzo.
Diritto alla cura. L’importanza del territorio tra nuove fragilità e nuovi bisogni

Di seguito le risposte alle domande emerse durante il dibatito.
1.I cambiamenti demografici impongono di pensare a un nuovo welfare, che sappia da un lato costruire nuovi percorsi di cura, dall'altro promuovere invecchiamento attivo. Quale è il Vs punto di vista e la vs idea per una nuova economia della longevità?
Domanda complicata, racchiude tanti aspetti, ed argomenti, che vanno approfonditi, ma proviamo a fare una sintesi.
È certo che occorre ripensare ad un nuovo welfare, ed anche alla così detta economia della longevità, perché la crescita della popolazione over 65 che già oggi è il 25% trasformerà la società dalla salute, all’economia, ed anche in prospettiva sugli investimenti.
Si prevede che entro il 2040 la popolazione over sarà responsabile della metà del PIL; quindi, occorre ripensare a nuovi percorsi di cura, adeguare quelli attuali alle nuove esigenze demografiche.
Quindi diventa automatico il percorso dell’invecchiamento attivo, che l’OMS definisce un processo naturale che mira ad ottimizzare le opportunità, di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone anziane, ma sottolinea, è come invecchiamo che fa la differenza.
Occorre la modifica dei comportamenti, prima basati sui tre capisaldi, studio, lavoro, pensione; dovranno prevedere una fase nuova che comprende beni e servizi legati alla salute, assistenza, cultura, tempo libero, alimentazione, educazione, domotica, scuola ed università per la formazione di nuove figure assistenziali.
Massima attenzione alla partecipazione sociale, in autonomia, e per la promozione della salute, e la politica con le istituzioni/associazioni, devono incentivare il non più giovane, a prendersi cura di sé per un invecchiamento in salute.
Nasce quindi una nuova sfida socioeconomica della longevità, esiste ancora una disparità tra durata della vita e la durata della salute, questo gap va ridotto, ma nello stesso tempo vanno anche rimodulati gli investimenti e le condizioni del lavoro, che le imprese dovranno fare nel futuro prossimo, perché l’età pensionabile, che inevitabilmente si sposterà sempre più avanti, genera lavoratori ai quali andranno garantiti supporti adeguati, ma certamente diversi.
Mi permetto, per concludere, di citare Papa Francesco ed il presidente Mattarella, il primo affermava che gli anziani sono le radici degli alberi ed i giovani i fiori ed i frutti, ma se non ricevono il succo dalle radici non potranno mai germogliare e fiorire, fate che i bambini parlino con i nonni, l’esperienza serve alla loro crescita.
Il Presidente ha dichiarato che agli anziani va garantita una vita dignitosa, e che il loro valore è un patrimonio da consegnare ai giovani.
2. Una società in salute è quella che lavora ogni giorno per costruire coesione sociale e promuovere una cultura della cura, come patrimonio della comunità per contrastare fragilità e solitudini. Quali sono i Vs progetti in merito e quali le priorità a cui la politica deve dare delle risposte?
Il Cupla, purtroppo, non ha una struttura adeguata, ce ne rammarichiamo, ma cerca di essere presente nelle varie occasioni, in cui si parla di over 65, cercando di proporre, argomenti, iniziative, in coerenza con le problematiche della terza età.
Sappiamo che l’art. 32 della nostra costituzione sancisce il diritto alla cura,abbiamo vissuto il periodo complicato del Covid, stiamo affrontando, in parte, le disfunzioni da esso derivate, in particolare sulle nuove fragilità sociali, forse esistevano anche prima.
Dobbiamo affrontare una serie di fragilità, nella vulnerabilità dell’invecchiamento, le difficoltà sociali, come l’isolamento, la solitudine, le dipendenze, il disagio giovanile, le disuguaglianze economiche, emotive e psicologiche, integrazione, discriminazione di genere ecc.
Abbiamo proposto la nostra “Carta per i diritti delle persone anziane ed i doveri della comunità” contiene molti argomenti, ci sono i diritti, ma anche i doveri.
Con Mons. Paglia, abbiamo presentato la legge 33/23 in un convegno specifico a Febbraio 2024, e legandoci proprio a questa legge, che naviga lenta nei meandri della politica, mi permetto di evidenziare, alla politica, in particolare quella del territorio, alcuni progetti per i quali chiediamo attenzione, ma anche decisioni operative:
CAREGIVER, COHAOUSING, in particolare il progetto con Unimore, CASE DELLA COMUNITA’, DISTRIBUZIONE FARMACI, ma ricordiamo con forza, occorre che la politica e le istituzioni agiscano, ascoltando prima di decidere, gli utilizzatori dei servizi, qualche volta la praticità aiuta la teoria.
Per chiudere, la politica del territorio, si muova dove possibile in autonomia, e non abbia paura di camminare con le proprie gambe, di modificare l’esistente se serve a ridurre i tempi per erogare servizi più adeguati, ma non buttiamo quanto di buono è stato fatto.
L’abitudine, vantaggi e svantaggi di un’attitudine umana – le foto dell’evento






